Gommisti per caso

Non tutti nascono atleti, non tutti nascono campioni, non tutti nascono lupi di mare… Eppure a volte si vuole provare certe emozioni e certe sensazioni anche quando proprio non si è portati, con tutte le conseguenze che ne derivano. Così è successo a un gruppo di baldi giovani (che proprio lupi di mare non sembrano!…) che un giorno di questa strana estate hanno deciso di sfidare il mare avventurandosi nel Golfo di Orosei con un gommone (per fortuna non guidato da loro) per poter godere delle meraviglie stupende che la natura (= Dio) ha regalato alla nostra amata Sardegna.

Il viaggio via terra, ossia in macchina da Pozzomaggiore a Calagonone è andato benissimo; itinerario impeccabile, senza sbagliare una virgola, essendo stato scelto il tragitto migliore per arrivare senza problemi o imprevisti poco graditi. Unica pecca la partenza in ritardo di mezz’ora dovuto alla sveglia di qualcuno che non ha funzionato.
Il problema incomincia subito appena arrivati al porto per la difficoltà a trovare parcheggio, poi finalmente trovato a caro prezzo (infatti al rientro troviamo la sorpresa di una bella multa per “divieto di sosta”). Ma sorvoliamo questi fatti e riprendiamo il nostro viaggio che incomincia con l’assalto al gommone, che poi si rivelerà (per alcuni) un vero incubo ogni qualvolta si dovrà scendere e poi risalire. Quante acrobazie. Si decide di andare subito al posto più lontano, “Cala Goloritzé”, circa ¾ d’ora di suspance, col fiato sospeso, correndo a 20 nodi l’ora, sospesi sulle onde, con certi colpi che ti facevano mettere veramente tanta paura e che qualcuno cercava di nascondere ridendo a crepa cuore mentre altri venivano sballottati qua e la fino a trovarsi sdraiati per terra.
Si arriva alla prima tappa e si tira un gran sospiro di sollievo. La acque sono stupende. Un mare che ti invita a buttarti dentro senza tanto pensare, e fare così un bel bagno rilassante; ma qualcuno ci cade dentro già prima che lo volesse con vestiti, borse, cellulari, macchine fotografiche. Si direbbe: “Ognuno scende come vuole”!
Sbarco drammatico, meno male che ci sono sempre ovunque i “salvatori del mondo” che riescono a risolvere le situazioni più difficili. Ma finalmente ecco veramente il bagno. Per qualcuno il primo bagno della stagione (e forse anche di qualche anno visto la carnagione color “latte d’Arborea”). Stupendo. Magnifico. Sensazioni di libertà, di freschezza, di grande gioia. Il sole incomincia a scottare e si vede subito l’effetto…
E poi ecco il pranzo. C’è veramente ogni ben di Dio, buono, abbondante, il tutto condito naturalmente da un po’ di “sabbia” che il piccolo Gabriele ogni tanto cerca di spargere accuratamente su quanto è messo in esposizione. Ma è già tempo di risalire sul gommone per andare verso altri lidi: cala Mariolu, cala Biriola, cala Sisine, cala Luna… E qui viene il bello. Ogni volta abbiamo dovuto mettere in evidenza tutta la nostra capacità atletica, soprattutto di equilibrio… ma ciò nonostante qualcuno è finito sistematicamente in mare, per fortuna dopo aver messo in salvo il piccolo Gabriele.
Ancora sbarchi, ancora risalite traumatiche, ma anche ancora bagni e per qualcuno c’è anche il tempo di fare un giro in canoa nel piccolo laghetto che la grande alluvione del 2004 ha lasciato come ricordo a Cala Luna.
Ma è già tempo di rientrare. La giornata si è conclusa. Una giornata bella, bellissima, da incorniciare e da ricordare per anni. E’ stato magnifico, stupendo, a parte la multa beccata per “sosta vietata”. Ma anche le giornate più belle possono riservare qualche nuvola.
Alla prossima volta.

I superstiti

Questa voce è stata pubblicata in Vita paesana. Aggiungi ai segnalibri il permalink.

Lascia un commento