Riabbracciamo un “vecchio” amico

19 giugno 08: un giorno importante, un giorno atteso con ansia da tempo per chi al mattino non aveva la solita sveglia per andare a lavoro, ma una sveglia particolare: DRIN DRIN “sveglia”, si va a S: Giovanni Rotondo.
Si, proprio lì, meta di pellegrini, di preghiera, di spiritualità; proprio lì quel giorno rivedo e abbraccio, dopo circa vent’anni un amico, un padre, un fratello, una guida: P. Quintino.
La guida della mia vita, colui che per undici anni, proprio gli anni della formazione fisica e spirituale è stato il vero punto di riferimento per un gruppo numeroso di ragazzi.

E’ andato via da S. Ferdinando (un paese della provincia di Foggia) nell’86 e di lui, da allora, tranne pochissime puntatine negli anni subito successivi, si e’ avuto solo il ricordo e il piacere di sentirlo telefonicamente . Un ricordo pero’ particolare, di quelli che ti porti dentro perché per anni ha intessuto una tela che teneva uniti insieme amicizia e spiritualità. Lui, P. Quintino ha guidato ed educato alla fede ragazzi che altrimenti sarebbero cresciuti solo giocando per strada come tanti altri. Lui, no, li ha fatti anche giocare, ma ha dato loro l’essenza vera della vita, ha dato loro la guida: il Signore, e questi ragazzi, ora diventati famiglie, non possono che parlare di lui ai loro figli.
E quest’anno, quasi come un regalo di P. Pio, viene in pellegrinaggio con il suo gruppo parrocchiale proprio nella nostra terra.
E’ un po’ distante da noi, ma la voglia di riabbracciarlo, di farlo conoscere ai nostri bambini è tanta e tale che supera la distanza e la difficoltà di chiedere un giorno di ferie a lavoro. Ma un giorno è poco per raccontare gli anni trascorsi così com’è poco questo spazio dove vorrei scrivere mille cose di lui, mille sentimenti, mille sensazioni nel rivederlo.
Uguale a vent’anni fa, neanche troppo invecchiato, attivo come sempre, pieno di idee e iniziative, un vulcano in continua eruzione, ma che fa scivolare la lava in percorsi definiti.
Forse P. Pio la prenderà a male se lì, quel giorno non siamo andati per “lui”, ma capirà che il sentimento che ci lega a P. Quintino è così vero, così forte che ha raccolto in un unico incontro anche quello con lui.
Molti purtroppo non sono potuti venire, ma tutti quelli che lo hanno conosciuto non hanno esitato a mandargli saluti e ricordi.
A noi, invece, non rimane che dire mille volte grazie: grazie P. Quintino (mille, perché non te l’abbiamo mai detto e ora facciamo il pieno – comunque ti abbiamo ricordato nelle nostre preghiere).
… ci siamo ritrovati, ma ci siamo mai persi?… La nostra è un’amicizia fondata sulla roccia che è Gesù, solo i chilometri possono dividerci.
Un abbraccio fraterno a tutti.

Maria Grazia Russo

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