Ricordando il nostro carissimo Antonio

“Io la mia parte la devo fare…”.
Talvolta l’avevamo sentito pronunciare queste parole e alludeva forse al fatto che lui, in qualità di fratello gemello di P. Agostino, frate francescano conventuale, doveva adempiere ai suoi doveri di cristiano in modo più assiduo. Ora che non c’è più, dobbiamo riconoscerlo, la sua parte l’ha fatta sino in fondo.
Antonio Masia, classe 1916, credente e praticante lo era sempre stato.
Prima come seminarista assieme al fratello, poi come aderente all’A.C. in quel primo gruppo di giovani altrimenti detto “della vecchia guardia” che dr. Fadda aveva formato nel primo dopo guerra e nel quale aveva maturato l’entusiasmo per la fede cristiana.
Fede cristiana che lo accompagnò per tutta la sua vita e per la quale si è contraddistinto nel ruolo del buon padre di famiglia e nella pratica del lavoro onesto e scrupoloso svolto prima come emigrato in Australia e poi al rientro in Sardegna e nel suo paese natale.
Pur nell’anzianità, con animo sereno e appassionato alle cose di Dio, ha preso parte alla ricostituzione della Confraternita della Santa Croce e, sino a che le condizioni di salute glielo hanno permesso, ha partecipato con rettitudine e devozione ai vari appuntamenti.
Se ne è andato in punta di piedi, da vero uomo di pace.
Risentiremo della sua mancanza e dei suoi saggi, pacati e paterni consigli.

I Confratelli

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