Le vacanze formative dei nostri adolescenti

Il campetto della pastorale giovanile…
Tre giorni in montagna a che fare? Non attrezzati di sci e che con spensieratezza ci tuffiamo giù lungo la discesa piena di neve. Ma in una casa immersa nel verde a 1000 metri di altezza. Bultei, nel cuore della Sardegna, un paese di cui fino ad oggi non avevamo neanche sentito parlare, è stato teatro dei nostri tre giorni vissuti assieme con altri giovanissimi della diocesi.
Un’esperienza che abbiamo voluto vivere per la prima volta e che diciamo subito è stata più che positiva e che senz’altro ricorderemo a lungo.
Ma passiamo subito a raccontare brevemente cosa abbiamo fatto.
Appena arrivati un po’ storditi dal viaggio alcuni animatori ci hanno portato nella nostra camera: molto bella e pulita, d’altronde la struttura era nuovissima. Un po’ di tempo per sistemarci e poi appuntamento nel piano di sotto per la prima lezione.
Suor Ines ci parla di quattro abilità importantissime: forza, resistenza, coordinazione e velocità, insieme alle dimostrazioni pratiche. Poi un po’ di giochi, per fare conoscenza con gli altri ragazzi; cena, animazione notturna, preghiera della sera e a letto. Anche se poi fino alle 4 del mattino ne abbiamocombinato di tutti i colori facendo disperare gli animatori.
La mattina dopo alle 7, il traumatico risveglio; subito le lodi del mattino, colazione e un’altra lezione: i grandi Sì che Maria ha detto al Signore. Pranzo e altra lezione: il mettersi in relazione. Poi la Messa con don Stefano.
Il 29 l’animazione notturna è particolarmente bella: canti, balli e giochi. Poi a letto, e questa volta, distrutti, ci addormentiamo subito.
La mattina dopo, le lodi e un riepilogo delle precedenti lezioni. A mezzogiorno la Messa con il Vescovo e poi l’ultimo pranzo. Infine i saluti.
Tre giorni intensi, vissuti all’insegna dello spirito comunitario e della gioia: fare amicizia con altri è stata la cosa più spontanea, condividere momenti di formazione, preghiera, divertimento la cosa che più ci ha affascinato e preso.
A noi sono rimasti tanti particolari nel cuore, ma forse quello che ci ha riunito tutti è stato l’ambiente familiare ed accogliente della cappella, dove nessuna ha avuto timore di mostrare il vero sé con parole, pensieri e canzoni.
Ritorniamo al paese carichi, ma soprattutto pieni e soddisfatti. Quel senso di vuoto che generalmente ci prende quando siamo in paese senza far niente, non c’è più. Ora siamo ragazzi che hanno imparato ad apprezzare il tempo e a saperlo vivere intensamente e fruttuosamente.
Volete sapere?
Siamo ENTUSIASTI.
I tre giorni vissuti a Bultei devono rimanere impressi nella nostra mente e darci forza perché in paese possiamo cambiare qualcosa.
Vogliamo dire ai nostri coetanei che forse dobbiamo cambiare il nostro modo di trascorrere il tempo perché sia più positivo e costruttivo.
Concludiamo ringraziando padre Quintino per averci spinti a fare questa esperienza stupenda.

Marilisa, Eleonora, Laura, Manuela, Dario, Samuele, Daniele

… e l’incontro del Vescovo con i ragazzi cresimati
Siamo i ragazzi di terza media che il 29 dicembre abbiamo avuto l’opportunità di trascorrere una giornata a Bosa.
Di buon mattino (si fa per dire erano le 9!) siamo partiti accompagnati da tre macchine. Arrivati a destinazione subito la prima sorpresa: una calorosa accoglienza da parte di alcuni seminaristi che tra l’altro ci hanno anche offerto un’abbondante colazione. Poi si sono aggiunti altri ragazzi di Bosa.
Successivamente è arrivato il Vescovo il quale ci ha parlato della sua scelta di diventare sacerdote.
Ha preso poi la parola don Giancarlo continuando il discorso del Vescovo, aiutato dai seminaristi che ci hanno proposto una scenetta con un messaggio ben preciso: quello di non badare tanto a ciò che può dire la gente sulle nostre decisioni, ma di andare avanti decisi.
Infine abbiamo visto e commentato la vita del beato Pier Giorgio Frassati.
Abbiamo concluso con la celebrazione della Santa Messa, presieduta da don Mario, e poi… ragazzi si mangia. Abbiamo consumato il pranzo portatoci da casa.
Il pomeriggio è stato vissuto all’insegna del divertimento con alcuni animatori i quali ci hanno fatto conoscere anche dei giochi a noi sconosciuti.
Concludiamo dicendo che è stata una giornata diversa dalle altre, divertente, piacevole e istruttiva.

I fedales del 1996

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