Chiamatemi Padre e sarò sempre felice

La visita del Vescovo

Già da quando ero ragazzo e poi anche da adulto, mi avevo posto la domanda del perché, sistematicamente o quasi tutti gli anni, i giorni 22-23-24 aprile, giorni dedicati ai festeggiamenti del nostro santo patrono san Giorgio, dal punto di vista meteorologico, erano più simili ad uggiose giornate invernali, con pioggia e vento forte, che a piacevoli e miti giornate primaverili. Allora la risposta che mi veniva subito in mente era che probabilmente ciò accadeva perché san Giorgio, nonostante le manifestazioni esteriori della festa, vedi cavalli, le bande, le bancarelle, ecc. non fosse contento dei pozzomaggioresi, per motivi a noi sconosciuti, che io pensavo fossero forse legati a motivi di ordine spirituale, come la mancanza di una sincera fede o perché i festeggiamenti in suo onore non fossero permeati di profonda religiosità, come si conviene per il santo patrono.
Quest’anno però, poiché la festa era stata posticipata al 30 aprile, a causa delle festività pasquali, ero quasi certo che il tempo sarebbe stato buono e propizio, sopratutto perché dovevamo accogliere tra noi il nostro nuovo vescovo, mons. Mauro Maria Morfino, che aveva accettato l’invito del nostro parroco padre Quintino, ad essere presente tra noi proprio in occasione della festa del nostro patrono. Invece sono state smentite le mie previsioni meteorologiche e abbiamo avuto ugualmente giornate grigie e piovose. Ciò però non ha influito minimamente sullo svolgimento religioso della festa. Infatti, puntuale secondo il calendario stabilito, alle ore 9,45 è arrivato il nostro vescovo. Sul sagrato di san Costantino era già presente un folto gruppo di fedeli che lo hanno accolto insieme al parroco, al Sindaco con alcuni amministratori comunali, alle bandiere religiose, alla confraternita della Santa Croce, e alle autorità militari. A tutti ha dispensato sorrisi e tanti “Grazie”. Non potevano mancare i cavalieri dell’ardia, festosamente vestiti.
Dopo i primi saluti di rito il sindaco Tonino Pischedda ha rivolto al vescovo il saluto di benvenuto a nome di tutta la cittadinanza, che con entusiasmo attendeva questo evento. Tra le altre cose lo ha informato che a Pozzomaggiore si venera in particolare la Santa Madre di Dio, con diversi appellativi, i cui simulacri si trovano in alcune nostre chiese; che il nostro paese ha dato i natali a tanti sacerdoti, fra cui qualcuno anche appartenente alla grande famiglia salesiana di don Bosco, ma sopratutto alla serva di Dio Edvige Carboni, per la quale si è in attesa della definizione della causa di beatificazione. Mi piace ricordare del discorso del Sindaco le seguenti parole: «Alla nostra guida spirituale chiediamo attenzione, condivisione dei nostri problemi, conforto per i nostri affanni, preghiere che noi sapremo ricambiare. Le chiediamo, Eccellenza, di essere il ponte che conduce alla terra promessa, sicura, ospitale, fertile, dispensatrice di speranza e di futuro per noi e i nostri figli. Chiediamo oltre le preghiere, azioni mirate a farci recuperare quei valori cristiani e di vita civile che la mancanza di lavoro, di coesione, sinergie di azione nella condivisione dei problemi, che erano un tempo la nostra prima qualità e che sembrano oggi scomparsi».
Ed inoltre la chiusa finale del saluto: «Le consegno virtualmente le chiavi del nostro comune, le usi per aprire i nostri cuori all’amore, alla pace, alla fratellanza, al progresso, al futuro, alla fede, per essere degnamente traghettati in Cristo. Grazie anche a quanto saprà fare per noi».
Subito dopo in corteo e a piedi è stata raggiunta la chiesa parrocchiale dove tutto era pronto per l’inizio della santa Messa “Maggiore” in onore del patrono san Giorgio. La celebrazione eucaristica, presieduta dal vescovo, è stata concelebrata da alcuni sacerdoti, quali don Niola, don Mario Piras, don Gianpiero Piras, padre Gianpaolo Pais e padre Quintino. Erano presenti oltre al coro parrocchiale, coi loro suggestivi canti, il Coro di Pozzomaggiore e il Cuncordu Planu de Murtas. Nei primi banchi sedevano giustamente le autorità civili e militari, dietro, ma moltissimi anche in piedi, una numerosa folla di fedeli. Ai lati della balaustra, all’ingresso del vescovo in chiesa, subito si sono posizionati due carabinieri in alta uniforme coi classici pennacchi colorati e sono stati lì immobili per tutta la durata della messa.
All’omelia padre Mauro Maria, così come ha detto che vuole esser chiamato, parafrasando una frase di Don Bosco “chiamatemi Padre e sarò sempre felice”, ha commentato i brani delle letture e del Vangelo, facendo alcuni accenni al martire san Giorgio, da lui definito “megalomartire”, cioè grande testimone della fede in Cristo, missionario tra i pagani, diventato quasi un raccordo, un ponte, tra la nascente Chiesa cristiana di oriente in Costantinopoli e quella di Roma.
Al termine della santa Messa, prima della benedizione, è stato il momento dei ringraziamenti. Sono saliti sull’altare l’obriere Antonello Angius e la consorte che ha, in un piccolo intervento, ringraziato il Vescovo della sua presenza, il parroco, i sacerdoti presenti per aver contribuito alla celebrazione eucaristica in onore del santo patrono. Quindi padre Quintino, a sua volta, ha ringraziato padre Mauro Maria per aver accolto l’invito a venire a Pozzomaggiore, invito fattogli quasi a bruciapelo prima ancora che fosse ordinato vescovo. Cosa che ha lasciato il Vescovo perplesso e indeciso sul momento, ma che poi ha accolto con piacere. Infine è intervenuto il mons. Mauro Maria per ringraziare innanzitutto per la folta rappresentanza di pozzomaggioresi alla sua ordinazione episcopale e per l’odierna partecipazione alla santa Messa da lui presieduta. Ha ringraziato il parroco, il Sindaco, l’amministrazione comunale e tutti i presenti dicendo: «Affido tutto quello che voi portate in cuore in questo momento al Signore; sia lui a compier questa opera che ha già iniziato in ciascuno di voi; la faccia crescere come persona umana, come persone capaci di relazionarsi serenamente, come persone che accolgono il criterio alto del vangelo come criterio di vita».
Subito dopo la solenne benedizione, l’assemblea si è sciolta ed è iniziata la processione del simulacro del Santo per le vie del paese.
Nonostante la sua visita sia stata così breve noi lo ringraziamo ugualmente perché la sua presenza ed il suo sorriso hanno lasciato una grande gioia nel nostro cuore ed una indescrivibile serenità interiore. Questo non lo dico solo per me, ma per tutte quelle persone che con umiltà e devozione lo hanno saputo accogliere tra noi. (n.m.)

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