Famiglia, comunità educante

Nel settembre 1997 S.E. Mons. Vescovo, in seguito al Convegno diocesano di Macomer, ha inviato una lettera dal titolo “Famiglia, diventa ciò che sei” in cui è sottolineato il progetto di Dio sulla famiglia, luogo privilegiato dove appunto la vocazione all’amore è percepita in modo profondo: amore di Dio, amore fra i coniugi, amore per i figli e dei figli.

I coniugi, attraverso il sacramento del matrimonio, che sostiene e che conferma la fedeltà, compiendo il proprio dovere coniugale e familiare tendono a raggiungere la perfezione e la mutua santificazione ed insieme rendere gloria a Dio.
Dice il Papa: “Chi promuove la famiglia promuove l’uomo perchè la lotta contro la famiglia e la vita porta a sicura disgregazione”.
Il Vescovo sollecita all’impegno tutti, per accogliere il “dono dello spirito” nei sacramenti e per attuare una pastorale familiare che faccia crescere le nostre famiglie secondo il progetto di Dio.
Accogliendo l’invito del Vescovo l’Azione Cattolica diocesana ha promosso un incontro a Sedilo, nel corso del quale i coniugi Lecis, già ospiti della nostra parrocchia, hanno svolto il tema: “Famiglia, comunità educante”.
Dopo aver affermato che oggi più che mai la fede deve illuminare tutta la vita e che la famiglia è una componente importantissima dalla quale non si può prescindere, hanno indicato come modello la famiglia di Nazareth.
La famiglia è una comunità educata ed è educante.
Segno di comunione è l’amore perchè Dio è segno e testimone dell’amore, perchè Egli stesso è amore. certo nella famiglia ci sono oggi numerosi problemi: sul lavoro, sulla casa, sui caratteri, su altri problemi che rendono talvolta difficile la convivenza.
Uno dei punti più importanti della famiglia è l’educazione. I genitori non hanno dato solo la vita, ma hanno anche il compito di formare, di educare, di far crescere in libertà, in pienezza, in tutti i sensi.
L’educazione non è un opzional ed è compito di entrambi i genitori. La coppia deve proporsi obiettivi e interrogarsi per cercare il modo migliore di risolverli.
Bisogna chiamare le difficoltà col loro nome. Se la coppia parte col piede giusto si farà respirare un’aria di serenità, di gratuità, di perdono. E’ l’ambiente privilegiato dove ci si educa alla fede e dove si trasmette ciò che di più profondo abbiamo. Se il Signore è nella vita dei genitori si cercherà di trasmettere questi valori, non tanto con le parole quanto con la vita. I problemi ci saranno sempre ma si vedranno in un altro modo. Significa seguire, vigilare, far avere una esperienza di fede libera.
E’ importantissimo in famiglia educare al dialogo: ascoltare, tacere, amare. dare tempo, disponibilità. Far trovare ai figli stessi le decisioni, non imporle. Pochi “No” ma motivati e per cose importanti. Essere tolleranti non vuol dire accettare tutto ciò che il ragazzo dice o fa, ma riflettere insieme. Cogliere il lato positivo prima del negativo. Essere autorevoli significa accettare anche ciò che i figli ci sanno dare. Devono avere punti di riferimento e conoscere che anch’essi hanno un progetto da compiere, da far fruttare i talenti che hanno ricevuto, pochi o molti che siano.
“Quando è il momento di iniziare l’educazione?”
Un pedagogista chiese ad un genitore che gli proponeva tale domanda.
“Quanto tempo ha tuo figlio?” “Cinque giorni”
“Hai perso cinque giorni di tempo”.

Lidia Alasia

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