Il Consiglio Comunale al fianco dei lavoratori dei nuclei di lotta agli incendi

Recentemente siamo stati interessati dagli operai che lavorano nei nuclei di lotta agli incendi, per sostenere la loro lotta affinchè la R.A.S. li inserisca nell’organico dell’Ente Foreste.

Abbiamo avuto un incontro prima a Tramatza e partecipato alla manifestazione che si è tenuta davanti al palazzo della Regione in viale Trento.
Ora chiedono che tutte le Amministrazioni comunali adottino un ordine del giorno, da inviare alla R.A.S. e all’Associazione di categoria, perché possano avere più forza e possano essere assunti in pianta stabile dall’Ente Foreste.
In effetti negli ultimi anni gli incendi boschivi sono diventati l’incubo dell’estate, l’ecologia moderna insegna che fra i diversi danni che gli ecosistemi forestali possono subire, quelli generati da incendi risultano i più gravi, spesso di questo flagello non si ha l’esatta percezione; infatti la gravità di un disastro ambientale è in molti casi valutata in base al fatto che essa leda in maniera più o meno grave gli interessi economici dell’uomo, dal momento che nella maggior parte dei casi le zone che subiscono incendi sono lontane dai centri abitati grazie all’intervento tempestivo delle squadre antincendio, e si riesce quasi sempre ad evitare il peggio.
Nel periodo dal 1985 al 2003 gli incendi hanno percorso la media di 7.500 ettari all’anno di superficie di boschi, la maggior parte degli eventi sono da imputare all’uomo. Infatti l’aumento della pressione antropica in corrispondenza dell’estate determina un aumento della loro incidenza in queste aree che è assai superiore a quella che si avrebbe in presenza di soli fattori naturali, come il tipo di copertura vegetali, il suolo e i fattori climatici.
Poiché la prevenzione è la miglior arma di difesa contro gli incendi, lo scopo del presente documento è quello di sensibilizzare tutta l’opinione pubblica.
Non vi è dubbio che la prima causa degli incendi boschivi vada ricercata nell’alto grado di forte spopolamento delle campagne, un simile evento ha determinato l’abbandono di tutte quelle pratiche che in passato venivano effettuate nella campagne e nei boschi, con il risultato di rendere il bosco meno protetto nei confronti del fuoco.
I diradamenti e le ripuliture facevano si che il sottobosco non fornisse esca e nel contempo la presenza attiva del pastore era garanzia e sicurezza per un rapido intervento in caso di incendio.
Ora la situazione è cambiata tanto che le operazioni soprattutto nei territori non gestiti dall’Ente foresta sono molto trascurate. Queste opere si possono realizzare utilizzando nell’arco di tutto l’anno la professionalità di tutti gli operai antincendio.
Nel futuro l’attività della R.A.S. dovrà basarsi sulla formazione di una struttura permanente e ramificata in tutto il territorio, promuovere la formazione e la specializzazione di chi, anche se in forma precaria, ha maturato esperienze significative.
La legge sulla materia è la 353 del 2000, persegue l’obiettivo primario di ridurre le cause degli incendi, promuovendo attività legate alla prevenzione, con utilizzo di personale specializzato in modo particolare il perseguimento di tale obiettivo si concretizza in una nuova visione della pianificazione della lotto agli incendi.
Questi lavoratori sono circa 1000, vengono impiegati provvisoriamente e non alle dipendenze dirette dall’Ente Foreste, e paradossalmente pur lavorando alle dipendenza dell’Ente non fanno parte della pianta organica e stanno subendo una grande discriminazione.
Il Sindaco ha chiesto pertanto al Consiglio di approvare all’unanimità l’o.d.g. inviandolo alla R.A.S. per favorire, per quanto possibile, l’assunzione dei lavoratori dei nuclei di lotta agli incendi, che in totale dovrebbero essere esattamente 973, di cui 7 a Pozzomaggiore, negli organici dell’Ente Foreste dell’Assessorato alla Difesa dell’Ambiente.
Continueremo la lotta anche con altre azioni più incisive, energiche e risolutive perché si crei la possibilità di occupare questo personale.

Tonino Pischedda,
sindaco di Pozzomaggiore

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