Il nostro viaggio a Medjugorje

Si dice che il viaggio a Medjugorje sia una chiamata, non un viaggio qualunque.
Si dice che a Medjugorje si va non per vedere qualcosa, ma per incontrare Qualcuno.
Venerdì 1 giugno 2012: sveglia ore 4.00 del mattino, ma l’emozione ci fa svegliare molto prima! Le ultime cose in valigia e si è pronti per partire!
Il pullman si riempie velocemente, una quarantina di persone diverse tra loro ma tutte unite da grande entusiasmo e il cuore colmo di attesa. I motivi che ci spingono verso questo piccolo paese possono essere diversi: la fede, la speranza, o semplicemente la curiosità.
Atterriamo a Mostar, in un edificio che chiamano aeroporto, e già si avverte un’aria diversa: prima tappa la Santa Messa, qualche breve spiegazione sull’itinerario del pellegrinaggio e poi finalmente l’arrivo a Medjugorje.
Il programma è semplice ma intenso: la preghiera col cuore, la Santa Messa, l’Adorazione Eucaristica, e la scalata delle due meravigliose colline: il “Podbrdo”, chiamato anche collina delle apparizioni, e il “Krizevac” nel quale si ripercorre la Passione di Cristo.
Ogni funzione ci regala una grande emozione, ci dona gioia, purifica e trasforma il nostro cuore.
Le due colline si presentano ripide e faticose, un po’ come la nostra vita. Si rischia di inciampare, di scivolare, anche di farsi male. Ma la cosa importante è non scoraggiarsi, è sfidare la fatica, è rialzarsi se si cade, è riprendere la scalata sebbene col fiato corto, sebbene con qualche ferita… la cosa importante è non mollare, ma andare avanti per arrivare finalmente in cima, con la soddisfazione di avercela fatta nonostante le difficoltà, di aver raggiunto la pace… la felicità…
I giorni passano velocemente, non ci si rende neanche conto del tempo, è stato come aver “staccato la spina” dal mondo circostante; ci siamo trovati immersi in un luogo di pace e serenità, dove la fatica avvertita non ci ha di certo fermato.
“Cosa ti ha colpito di Medjugorje?”: domanda ricorrente alla quale non è facile rispondere… forse perché tutto è bello, tutto colpisce… forse perché ciò che si prova in quel pezzo di Paradiso è difficile da spiegare a parole… Ciò che è certo è che la Madonna davvero ci chiama e ci prende per mano…
A ognuno di noi Lei ha aperto il cuore, ha parlato, ha fatto capire qual’è il Suo progetto per noi: “Figlioli, non dimenticate che siete tutti importanti in questo grande piano che Dio porta avanti attraverso Medjugorje. Dio desidera convertire il mondo intero e chiamarlo alla salvezza e al cammino verso di Lui” (messaggio del 25 giugno 2007).
Medjugorje è una chiamata, Medjugorje è una grande responsabilità.
Anche nel messaggio dato a Mirjana durante l’apparizione di sabato mattina 2 giugno 2012, alla quale con grande devozione abbiamo assistito dopo una lunga notte trascorsa ad attenderLa tra le pietre della collina, Lei ce lo ha ricordato: “Figli miei, su di voi c’è una grande responsabilità. Desidero che voi, col vostro esempio, aiutiate i peccatori a tornare a vedere, che arricchiate le loro povere anime e li riportiate tra le mie braccia”.
Ora siamo rientrati alla quotidianità con i nostri problemi e le preoccupazioni. Ma il nostro cuore è rimasto lì… e ciò che è certo è che lì torneremo!
Dobbiamo però ricordare che Lei continuerà a guidarci e a starci accanto anche nella vita di tutti i giorni, e che ci invita a portare avanti ciò per cui siamo stati chiamati, senza paure, con fiducia, perché Lei non ci abbandona mai!
La Madonna conclude sempre i suoi messaggi con una frase: “Grazie per aver risposto alla mia chiamata!”; noi rispondiamo: “Grazie a Te per averci chiamato!”.

Grazie Mamma Cara!

…e grazie a te, zio Quintino!

Francesca e Patrizia

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