Il viaggio in Andalusia

Mi sento un bambino particolarmente fortunato per essere riuscito ad andare a questa gita… fra tanti adulti ero l’unico bambino, con i miei superfantastici nonni.
Ora voglio raccontarvi questa stupefacente avventura!!!!!!
Un volo di circa tre ore e mezzo da Olbia a Siviglia, via Milano.
A Siviglia abbiamo visto l’Alcázar: era la casa più antica dei Reali, originariamente forte dei mori, uno dei migliori esempi di architettura musulmana, con i giardini molto curati, varie camere riccamente decorate. Nel cortile interno, detto Patio de las Muñecas de los Reales Alcázares de Sevilla, vi erano scolpite nei capitelli 12 teste femminili. In un giardino vi erano due pavoni e più avanti lo stagno di Mercurio.
L’indomani nella città di Jerez de la Frontera c’è stata la visita della cantina dello “zio Pepe” (fra le più famose del mondo) dove gli adulti hanno assaggiato il buon vino.
Dopo siamo andati alla cattedrale di Siviglia, la più grande al mondo in stile gotico, e terza chiesa cristiana per estensione al mondo, dove abbiamo visto la tomba di Cristoforo Colombo: era molto grande e decorata, retta da quattro statue gigantesche. Di sera abbiamo visitato la Giralda: torre campanaria della cattedrale, viene detta così perché in cima (a ben 104 metri) è posta una statua che indica la direzione del vento. La sera, durante la cena a base di tapas, abbiamo visto il ballo del flamenco, che mi è piaciuto moltissimo.
La mattina dopo visita alla moschea-basilica di Cordoba: vastissima, con numerose arcate. Entrare è stato come essere in una foresta di colonne ed archi; un insieme di stili di arte cristiana e mussulmana.
Di notte abbiamo visitato l’Alhambra nella città di Granada. L’Alhambra illuminata era uno spettacolo: sale riccamente decorate e i soffitti con motivi intrecciati tanto da sembrare una filigrana, mentre più in basso le pareti erano decorate con piastrelle di tanti colori.
Nei giorni seguenti abbiamo visto la Cappella Reale, meravigliosa con le tombe dei reali e i maestosi mausolei.
Infine visita alla Plaza de Toros dove sono state inventate le regole della corrida.
L’ultimo giorno siamo andati alla Rocca di Gibilterra. Dopo la visita alle grotte siamo stati nel grande parco naturale dove è stato piacevolissimo l’incontro con le scimmie senza coda.
Di sera abbiamo visitato la bellissima città di Malaga, capitale della Costa del Sol.
Il viaggio è stato molto interessante, perché mi ha permesso di vedere posti meravigliosi; la gita è stata piacevole ed istruttiva. Con le persone del gruppo mi sono sentito protetto da tutti.

Gabriele Pintus

Ho riportato il simpatico articolo di Gabriele così come lo ha scritto la sua penna.
Il nostro bravissimo giornalista in erba con questo articolo, ma anche durante tutta la gita, ha dimostrato di essere un attento osservatore, educato, disponibile anche per servizi di piccolo cabotaggio, seguendo con estrema attenzione le spiegazioni delle guide che ci hanno illustrato, nei dettagli, le meraviglie dell’Andalusia. Sono certo che vorrà proporci ancora altri articoli per il nostro giornalino, gli argomenti non mancano, coinvolgendo, caso mai, anche i suoi compagni di scuola. Complimenti Gabriele e… ad majora.
Resta un po’ di spazio, così ne approfitto per qualche ulteriore considerazione sul viaggio, in parte prese da Wikipedia.
L’Andalusia è una delle 17 comunità autonome della Spagna.
La sua storia e la sua cultura conferiscono a questo territorio un peso specifico estremamente importante all’interno del paese iberico. La sua storia è il risultato di un processo complesso che raccoglie nel tempo storie di popoli e culture diverse: troviamo tracce del passaggio degli iberi, dei cartaginesi, dei romani etc., ma le tracce più significative le hanno lasciate i musulmani che hanno plasmato, nel corso dei secoli, una particolare ed unica identità socio-culturale.
Visitando le varie località abbiamo avuto conferma diretta che il turismo in Andalusia è estremamente sviluppato, fonte di sicuro e importante reddito. Città pulite, ben curate in tutto e per tutto, gli abitanti cordiali e solari, disponibili; il costo della vita, a parità di offerta, è molto inferiore all’Italia. L’agricoltura è l’altra importante fonte di reddito: oltre alla vite (con il famoso vino tinto), più di due milioni di ettari destinati alla coltivazione dell’olivo, con oltre 300 milioni di alberi dei quali l’80% in Andalusia, fanno della Spagna il terzo esportatore al mondo di olio.
Siviglia, che sorge sulle rive del fiume Guadalquivir (lungo 700 km), con i sui oltre 700 mila abitanti è capoluogo dell’Andalusia, quarta città della Spagna. È città di notevole interesse turistico grazie ai numerosi e visitatissimi monumenti: cito la Giralda, la cattedrale, terza cristiana e patrimonio dell’umanità, insieme all’Alcazar ed all’Archivio delle Indie.
E poi ancora altre meraviglie, come la piazza San Juan Aznalfarache, immensa; la moschea cattedrale di Cordoba; l’Alhambra di Granada, la sua cattedrale; poi Ronda, Malaga (una fiaba), Torremolinos, località balneare fra le più note in Andalusia dove abbiamo dormito tre notti; Marbella, già possedimento islamico (la Costa Smeralda andalusa); la Rocca, le grotte, le scimmie senza coda di Gibilterra (territorio inglese).
Che dire ancora… la spagnola è una cucina da sogno, ottima.
Il 21 maggio ritorno a casa con la pioggia. Una gita da ricordare, in molti hanno buttato la monetina.
Grazie padre Quintino, grazie all’agenzia di viaggi Renata, alla Pala Viaggi, a tutti e 41 gitanti che hanno “meravigliosamente” partecipato nel rispetto delle regole e degli altri.
Atteros annos

Tonino Pischedda

Questa voce è stata pubblicata in Chiesa, Vita paesana. Aggiungi ai segnalibri il permalink.

Lascia un commento