Messaggio del Vescovo Mauro Maria alla comunità parrocchiale

Ai Presbiteri, ai Diaconi, alle Famiglie religiose, al Popolo santo di Dio,

con larghezza di cuore davanti al grande dono del ministero ricevuto confesso anche la grande fragilità della mia esistenza. Anche adesso la Parola illumina questo momento dove il dolore è fecondo, ed insieme ad altri fratelli, mi chiama ad identificarmi più da vicino al mistero del Signore Gesù che è crocifisso, morto e risorto. Tutti siamo chiamati a gustare della presenza del Signore e nel dolore facciamo esperienza dell’irruzione della salvezza, della compassione e dell’amore gratuito di Dio nella nostra vita. Ho sentito la vicinanza di ciascuno e ho toccato con mano che quando un membro soffre, soffre tutto il Corpo.
Nel dolore e nella malattia nessuno si improvvisa, tutto è molto più facile quando stiamo bene, ma quando sono altri a dover mettere mano al nostro corpo, alla nostra vita ci troviamo al bivio: o la fede o la disperazione! Questo è il tempo per me di abbandonarmi nelle mani del Signore, e sono ancora vivo solo per amore di Dio che è da sempre e per sempre mi tiene nel palmo della sua mano.
In questo momento non solo è necessario, ma lo sento come qualcosa di profondamente giusto ringraziare tutte le Comunità, i Presbiteri, i Diaconi, le Famiglie religiose e tutto il Popolo santo di Dio per la vicinanza e la costante preghiera. Sento di essere amato da tutti voi in modo unico ed immeritato.
Insieme ai Confratelli nell’Episcopato sardo, alle Chiese Sorelle della Sardegna e a voi tutti, desidero rendere grazie a Dio per il rinnovato dono della vita. Quale occasione più significativa, il Signore poteva fare alla nostra Chiesa se non la Beatificazione di Edvige Carboni, figlia di Pozzomaggiore e mistica della Sardegna? Sarà la Concelebrazione Eucaristica del prossimo 15 giugno, presieduta dal cardinal Angelo Becciu, l’evento significativo per ringraziare il Signore per il dono della vita e per il dono di Edvige, insieme ai Vescovi, a tutti i Presbiteri e Diaconi della Diocesi, al Clero sardo, alle Comunità cristiane e a tanti amici.
È bello fare memoria di coloro che non sono più presenti, che hanno faticato tuttavia, P. Fortunato Ciomei, i Padri Passionisti, il Comitato promotore e coloro che hanno visto la giovane Edvige crescere, insieme a quanti si sono impegnati perché avessimo negli occhi e nel cuore un’immagine così vivida del Vangelo, così pienamente vissuto che sarebbe quasi impossibile pensare qualcosa di più grande e di più bello.
È bello come Chiesa locale rendersi conto dei frutti grandi di vita cristiana e di vangelo che la nostra chiesa ha saputo partorire. Edvige è nata nella nostra Diocesi, qui ci sono i luoghi che, misteriosamente, l’hanno scolpita umanamente e spiritualmente. Abbiamo una di noi che ci viene presentata come Beata, una persona che ha saputo incarnare in se gli stili di vita di Gesù in modo talmente grande e visibile che il Signore stesso le ha donato i segni della sua Passione e la chiesa la propone come testimone credibile verso la vita eterna. Tutto in lei si è attivato perché i sentimenti di Cristo diventassero veramente la sua vita. Una donna che ha corso la sua esistenza conservando la fede. Questa Beatificazione non è un punto di arrivo ma di partenza. Incominciamo a convertire i nostri cuori, ad iniziare da quello del vescovo per arrivare al cuore di ciascuno. Non possiamo invocare la canonizzazione se non facciamo unità tra di noi scegliendo l’unica via possibile per umanizzare l’umano che siamo: assumere gli stili di vita di Gesù.
Edvige per Pozzomaggiore, per la Chiesa di Alghero-Bosa e per tutta la Chiesa sarda è una luce abbagliante e sono certo che farà la sua parte per conservarci nell’unità.
Chiedo alla Cancelleria vescovile di trasmettere questa lettera con urgenza alle Parrocchie, alle Chiese non parrocchiali e di darne lettura in tutte le celebrazioni delle SS. Messe del 1 e 2 giugno.

Vi affido al Signore che vi custodisca e vi benedica

+ Mauro Maria Morfino

Roma, 1 giugno 2019

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