Non abbiate paura di essere i santi del nuovo millennio!

Come pastori e come credenti facenti parte della comunità cristiana ci è chiesto di assumere un nuovo, accogliente atteggiamento nei confronti dei giovani.
Vogliamo far nostro, con fiducia e coraggio, lo stesso atteggiamento di Cristo Gesù di far fronte a chi gli pose l’interrogativo vero della vita (della propria vita, piena di bene ma anche di ambiguità) Gesù: “fisso lo sguardo su di lui, lo amò”.

Si è svolto così, come promessa di un impegno più assiduo verso i giovani, il 1° Convegno diocesano per la pastorale giovanile (a cui hanno partecipato molti animatori e religiosi), tenutosi il 18-19 Marzo a Bosa presso l’Aula Magna del Seminario, con la partecipazione del Resp. Nazionale per la Pastorale Giovanile Don Giuseppe Pellegrini.
Attenzione quindi verso i giovani!!!
E così la Pastorale Giovanile si muove più assiduamente, e lancia un grosso appello a tutti coloro che lavorano con i giovani.
La Pastorale giovanile presentata al Convegno è ciò che la Chiesa fa per il giovane: una chiesa lieta di accogliere i giovani, valorizzandoli e amandoli per quello che sono ed indirizzandoli verso una fede adulta e “missionaria” (l’impegno che caratterizza la chiesa è quello della trasmissione della fede).
Obbiettivo quindi della Pastorale giovanile è desiderare che il giovane si incontri veramente con Gesù, cosa fattibile solo se amiamo le persone, e sempre ribadendo dentro ognuno di noi che pastorale giovanile è azione e amore.
Il giovane non va identificato a compartimenti stagni, egli ha una pluralità di risorse.
Spesso bastano poche attenzioni, qualche parola e il giovane è capace di esprimersi in tutta la sua semplice specificità, vediamoli quindi come protagonisti non relegati ma partecipi del loro progetto di vita.
In tutto questo ha un compito molto importante la Comunità, una Comunità che modifica il suo stile per accettare i giovani.
Non andiamo quindi più avanti con una sola proposta formativa che attiri solo certi giovani, ma con proposte per tutti, in modo da non fare differenze o selezioni dovute come dicevo a proposte troppo mirate. Poniamoci quindi questo interrogativo: pochi o tutti?
Concludendo, chiesa missionaria, fede adulta e missionaria, capace di andare oggi là dove il giovane si trova ed è presente in prevalenza, non aspettando che venga in parrocchia (dove probabilmente non lo troveremo), facendo quindi un cammino con i giovani e non per i giovani.

Antonio Piras

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