La Sindone

Puntualmente, così come annunciato, il 14 Settembre u.s., giorno in cui la Chiesa celebra l’esaltazione della Santa Croce, nella chiesa parrocchiale di San Giorgio Martire è stata esposta ai fedeli una copia fotografica, a grandezza naturale, della Sindone, il cui originale, come molti sanno, trovasi a Torino, attualmente esposta al pubblico fino al 22 Ottobre, in occasione del grande Giubileo del 2000.

Durante la celebrazione eucaristica delle ore 18, il nostro Parroco ha scoperto la foto della sacra reliquia sistemata adeguatamente nella cappella così detta del Sacro Cuore, dando così la possibilità e la gioia, a tutti i fedeli presenti,di ammirare l’impronta del corpo che la Chiesa ritiene sia del Nostro Signore Gesù Cristo.
Io, perchè ero a lavoro, arrivai in chiesa quando la funzione religiosa era già iniziata e precisamente quando il Priore della Confraternita della Santa Croce annunciava la vestizione del novizio signor Pais Luigi. Ero corso in chiesa convinto di non trovare un posto libero tra i banchi e difficoltà di entrare per la folla accorsa per l’avvenimento, benchè il giorno fosse feriale. Ma rimasi sorpreso nel vedere che c’erano tanti posti vuoti tra i banchi e la gente non era numerosa così come ci si aspettava. Istintivamente, appena entrato, mi voltai a guardare la Sindone e in cuor mio esclamai: “O Signore come sei poco amato!” Eppure per settimane padre Quintino annunciava questo evento, unico in Sardegna, e le pagine del giornalino Comunità avevano parlato diffusamente di quel lino che duemila anni fa ricoprì il Corpo di Cristo nel sepolcro. Quante assenze quella sera! Nessun altro sacerdote oltre il nostro parroco; molte persone che frequentano le funzioni religiose con assiduità mancavano all’appello!
Certamente di questa Sindone si parlò a lungo non molto tempo fa, sulle dispute e le affermazioni di molti scienziati sulla sua origine ed autenticità, trovando molto spazio sui giornali ed in televisione! Ora ripensandoci vien da capire che questo tipo di argomento non è preferito tra i lettori dei quotidiani e dei periodici, se non da una piccola cerchia ristretta; meglio i pettegolezzi, la cronaca nera o quella rosa per il pubblico femminile. Quanta apatia, quanta indifferenza per tutto ciò che tocca la sfera dello spirito e dell’anima! Tutto perchè la religione non alberga nei nostri cuori, non è entrata nelle nostre case, non pervade le nostre famiglie se non in modo molto superficiale. Non si conosce il Vangelo, non viene letto approfondendone l’insegnamento e meditando i misteri della passione di Cristo e della nostra redenzione. La contemplazione della Sindone ci aiuta a comprendere meglio la storia della nostra salvezza e a capire quanto il Signore ci ha amato fino a donare la propria vita per noi.
O Signore Iddio, ti abbiamo abbandonato, sei all’ultimo posto nella graduatoria dei nostri interessi, nell’ultimo gradino della scala dei nostri valori! Ci ricordiamo di Te solo nell’ora del bisogno, del dolore e senza neppur saper chiedere o pregare pretendiamo da Te il conforto o la rapida e completa guarigione dei nostri mali fisici. Ma Tu sei buono, misericordioso e sai perdonare. Oh, come bello, Signore Gesù, riscoprire il tuo amore! Presentiamoci allora davanti a Te, ricerchiamo senza indugio il tuo volto guardando la Sindone, contemplando il tuo viso, il tuo corpo così straziato e meditando la tua passione chiediamo perdono dei nostri peccati.
Non indugiamo oltre, rechiamoci in chiesa a contemplare quel lino che pare che emani profumi soavi di vita eterna! Non facciamo come tanti che hanno detto: “Ci andrò più avanti, tanto pare che resti lì per sempre”. Certo Dio non ha fretta, è paziente e sa attendere; non forza mai la nostra volontà! Ma perchè, dunque, rimandare quest’incontro così particolare col Signore Gesù? Contemplare quel volto, quel corpo, affascina e avvince: io nell’ammirarlo mi sento inebriato di un’indescrivibile pace e serenità in tutto il mio essere, mentre mi par di sentire, dolcemente sussurrato, l’invito di Gesù: “Venite a me voi tutti che siete affaticati e stanchi ed io vi ristorerò”. RispondiamoGli sicuri: – Eccoci, Signore, siamo qui davanti a Te!

Nino Meloni

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