A Roma per il Giubileo

Dal 3 all’8 settembre alcuni rappresentanti della parrocchia di Pozzomaggiore si sono recati in pellegrinaggio a Roma per i Giubileo. E’ stata un’esperienza veramente esaltante che ci ha arricchito sia da un punto di vista culturale che spirituale. Per molti era la prima volta che ci si recava a Roma e pertanto si rimaneva stupiti per la bellezza architettonica di tutte le chiese che abbiamo visitato: S. Maria Maggiore, S. Paolo Fuori le Mura, S. Giovanni in Laterano e S. Pietro.

Grazie alla guida instancabile di padre Quintino in pochi giorni abbiamo visto di Roma quasi tutte le chiese principali e i monumenti: le catacombe, il Colosseo, i Fori Romani, l’Arco di Costantino, l’Altare della Patria, il Carcere Mamertino, il Parlamento, il Pantheon. Il mercoledì l’abbiamo trascorso interamente in S. Pietro per l’udienza del Papa. La piazza ben presto si è riempita e noi siamo stati fortunati a trovare posto proprio vicino alle transenne dove è passato il Papa. E’ stato emozionante vedere da vicino il Papa e sentire la sua catechesi in varie lingue. Ha arricchito tutti la forza di questo Papa così anziano e malato, ma ciò nonostante così determinato.
Nel pomeriggio siamo saliti sulla cupola di S. Pietro e da qui, grazie alla bella giornata, abbiamo potuto ammirare Roma dall’alto.
Non sono mancati i momenti di intensa spiritualità come il passaggio nella Porta Santa in S. Pietro e la Messa nella cripta di S. Maria Maggiore.
Vorrei ricordare anche la visita al cimitero di Albano Laziale dove è sepolta Edvige Carboni, la nostra concittadina che ci auguriamo presto venga innalzata agli onori degli altari. Qui dopo aver pregato sulla sua tomba insieme al parroco di Albano e al postulatore padre Leonardo Rocco Bordini, si è celebrata la S. Messa nella cappella del cimitero.
Un altro momento da ricordare è quello della Scala Santa che tutti abbiamo salito in ginocchio, quale atto di penitenza e di fede.
Vorrei ancora ricordare un momento molto bello, vissuto con intensità, quando abbiamo recitato il Santo Rosario nel giardino semibuio dell’istituto che ci ospitava, tutti in cerchio, e nel silenzio della pineta abbiamo concluso questo momento di spiritualità cantando l’Ave Maria in sardo.
Per tutti insomma è stata un’intensa esperienza di fede, un ricordo che rimarrà per tutta la vita e di questo abbiamo ringraziato il Signore con tutto il cuore.

Graziano Arru

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