Riflessioni estive

Mi è venuto un nodo alla gola e un senso di grande tristezza, qualche giorno addietro, mentre in macchina ascoltavo una canzone dei Nomadi, Canzone per un amico. Così è stato. La mente mi veniva invasa dalla grande tragedia che ha colpito la serenità della famiglia di un nostro caro concittadino e parrocchiano in questa estate 2005.

Ma non solo, pensando indietro, ormai sono già tre anni che le estati pozzomaggioresi sono turbate da eventi tragici, nel senso che la perdita di un giovane, per una Comunità è sempre una disgrazia, e per la famiglia una immane tragedia, che lascia nello sconforto e un vuoto nell’affetto verso i nostri cari, quando un giovane figlio ci viene così tragicamente stracciato all’affetto della famiglia.
Ancora i pensieri mi portano a qualche anno fa, piena estate 2003.
Il giovanissimo Francesco De Luigi di origini pozzomaggioresi, godendosi qualche giorno di ferie presso i suoi parenti nel nostro paese, perdeva tragicamente la vita al bivio di Padria a causa di un incidente in motocicletta.
Per un destino avverso e anche crudele, nell’estate 2004 ci lasciava il giovane Fabio Cerchi, Gianni Pontis, Alessandro Bosincu. Questo non per voler riacutizzare quella ferita dolorosa nel ricordo dei loro cari, ma per ricordare a noi stessi il senso della vita.
Per arrivare così a questa tragica estate 2005, pensando a Francesco Deiana, di origini di Pozzomaggiore, anche lui vittima di un incidente stradale in motocicletta nell’oristanese, a soli 23 anni. Ma anche per non dimenticare l’anima buona e il cuore bonariamente ingenuo di Tittineddu, anche lui vittima di un incidente sul lavoro. Per arrivare ad alcuni giorni passati, e come non ricordare il giovane Vittorio Cossu, e non pensare, così, per volerci consolare del suo ricordo e vederlo nel cielo di questa fine estate, pensando a una stella in più a guidare il nostro cammino. E infatti la sua scomparsa, lascia un vuoto incolmabile nell’animo di noi tutti, una vita troppo breve, ma ricca comunque degli infiniti doni, che ha saputo custodire, e che è stato capace di elargire con generosità alla famiglia, agli amici e ai tanti che l’hanno conosciuto e amato in ambito privato e professionale; ricordiamolo sempre con animo commosso, ma anche restando vicini alla famiglia, certi che troveranno nella memoria e nella fede conforto e serenità.
Proprio per chiuder queste tristi mie riflessioni, ricordo a noi tutti quelli ultimi versi della canzone su accennata, invitando i giovani a sentirla spesso e a guidare con prudenza per poter così assaporare la voglia di vivere della loro giovane età.
Vogliamo però ricordarti com’eri, pensare che ancora vivi.
Vogliamo pensare che ancora ci ascolti e come allora ci sorridi.

Mario Pala

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