Alcolisti sotto i 30 anni

Ecstasy, anfetamine, cocaina ed eroina. Vecchie e nuove droghe, sostanze che popolano gli incubi notturni dei genitori in attesa dei figli: chissà dove sono andati, con chi e come (e magari con che cosa in tasca).
Ma all’elenco delle paure manca una droga, la più diffusa: per procurarsela non è necessario rivolgersi al mercato nero dello sballo. Basta andare al bar, in un supermercato, o in ogni altro luogo dotato di licenza per la vendita delle bevande alcoliche.

Perchè anche l’alcol, talvolta, conosce la ribalta delle cronache. Come per il fenomeno degli incidenti del sabato sera: guidare sotto l’effetto dell’alcol è pericoloso, e se un figlio esce di casa con l’auto del papà la raccomandazione dei genitori è sempre la stessa: “Non bere troppo che devi guidare”.
E’ bene ogni tanto avere il coraggio di pensare al vino, alla birra e ai superalcolici come a sostanze potenzialmente pericolosissime.
Solo in Italia si stima che vi siano fino a 1.500.000 alcolisti, 4.500.000 forti bevitori e fino a 30.000 morti annui a causa delle sostanze alcoliche.
A volte si vedono dei vecchi alcolisti trascinarsi da un bar all’altro. Ma il dato forse più nascosto è che molte persone che hanno problemi con l’alcol sono giovani sotto i 30 anni, almeno a livello nazionale.
Secondo il Servizio di alcologia dell’Università la Sapienza di Roma, i giovani a rischio di alcolismo sono il 12%.
Magari si incomincia in famiglia, perchè un bicchierino fa buon sangue, o al bar con gli amici, perchè chi beve di più è più tosto.
Storie di persone normali, ragazzi che, ignari o fiduciosi, perchè posso fermarmi come e quando voglio, sono scivolati nella trappola.
E che dire di Pozzomaggiore? Certamente questo non è un problema che non ci riguarda. Anzi!…
Nessuno può negare che questo è il problema dei problemi dei pozzomaggioresi. Credo che nessuno e tanto meno i baristi non siano coscienti della gravità della situazione. E le mamme e i papà Devono aprire gli occhi: il campo sportivo è diventato non solo luogo di ritrovo per il divertimento, ma lo è di più un luogo di depravazione: sì proprio così! Scusate la parola forte.
Ragazzi di 13 14 anni che proprio lì, tra un calcio e l’altro non fanno altro che bestemmiare, imprecare e bere. Ragazzini con la bottiglia in mano pronti a degustare il dolce nettare. Non ci credete? Andate e vedete. E non venite come sempre a dirmi che non è vero, pronti a scusare i vostri figli.
Sappiate che a lungo andare, il rapporto con l’alcol diventa un bere brutto, un bere malsano. L’alcol non è uno scherzo, è come una droga!
Anzi! E’ la droga che miete più vittime, molto al di sopra dell’eroina e di tutte le altre droghe.
“Meditate, gente, meditate…” diceva Renzo Arbore mentre faceva la pubblicità per la bionda Peroni.
Vorrei che queste mie parole sollevassero il problema a livello degli amministratori e soprattutto delle famiglie. E’ un problema gravissimo. Se qualcuno è interessato a fare qualcosa si faccia avanti.

P. Quintino

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