Anche noi abbiamo avuto i nostri eroi

Ancora non ne conosciamo il contenuto, ma è ormai certa la notizia della avvenuta concessione di una medaglia d’oro al valore civile assegnata dal Presidente della Repubblica alla memoria del Mar.llo Giovanni Mannu, illustre figlio di Pozzomaggiore, gloria del Corpo Militare al quale apparteneva, servitore della Patria, marito e padre esemplare, esempio per tutti. Onorificenza meritatissima, benché riconosciuta solo dopo ben 36 anni.

Ricordiamo i tragici fatti: la sera del 4 maggio 1967, alle ore 22, (la chiesa celebrava la festa dell’Ascensione) presso la casa cantoniera in località Lardine lungo la strada per Lula, un servizio fra agenti della Polizia Stradale e la Questura di Nuoro prevedeva il pattugliamento di alcune zone maggiormente pensate come luogo di appuntamento fra emissari e banditi per trattare il rilascio di persone sequestrate (in quel periodo ben 12 ostaggi erano nelle mani dei malviventi). In particolare, proprio per quel giorno e in quella zona, una confidenza dava per scontato l’ultimo contatto che avrebbe portato alla liberazione di un certo Pinna di Bonorva.
Il mar.llo Mannu (che ironia della sorte quel giorno non doveva essere in servizio in quanto sostituiva un collega), unitamente all’agente Bianchi e all’appuntato Giuli, aveva preso posto nella campagnola avendo ultimato il proprio turno, per rientrare a Nuoro quando scorgono un auto che si avvicina a velocità sostenuta; impongono l’alt, procedono ad un meticoloso controllo dell’auto e della persona alla guida, risultata poi essere certo Giovanni Pirari, studente, cresciuto male nel benessere di un’agiata famiglia di Nuoro in una Barbagia che soffriva la piaga dei sequestri di persona, delle scorribande dei banditi alla macchia, dei furti di bestiame, preludio sempre di efferati delitti e di disamistade.
Improvvisamente il Pirari imbracciava un mitra risultato rubato dalla caserma di Elmas e nascosto nel vano motore dell’auto, sparava all’impazzata ferendo gravemente i tre agenti subito trasportati in ospedale. L’agente Bianchi spirava dopo poco tempo, l’appuntato Giuli sopravviveva miracolosamente ma è tutt’ora gravemente invalido, il mar.llo Mannu moriva il 9 maggio 1967 fra le braccia della giovane moglie, sotto lo sguardo innocente degni ignari e teneri figli, gli sbigottiti colleghi, i parenti e gli amici.
I funerali di Stato, cui parteciparono migliaia di persone, comprese le più alte Autorità civili e dello Stato, furono un vero trionfo.
La vita del mar.llo Mannu, come quella di tanti altri mariti, padri e figli, offerta sul campo ostico e imprevedibile della battaglia giornaliera contro il crimine, consapevole del pericolo con l’incognita del domani, per un corrispettivo spesso solo decente ma con un grande credo, la pace, la libertà e la giustizia. Credo che lo ha accompagnato durante la sua vita, fino al sacrificio estremo.
Vogliamo ricordare in queste righe anche il mar.llo Billia Calaresu, il brig. Pietrino Piu e tutti gli altri paesano e no che hanno offerto la loro vita sul campo, non solo con la dedicazione di vie, la concessione di medaglie e proclami vari, ma con la volontà comune al cambiamento e doppiare così il non facile traguardo della pace sociale.

Tonino Pischedda

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