AAA Cercasi obrieri per san Cristoforo

Carissimi concittadini,
come voi sapete la prima domenica di Agosto si festeggia san Cristoforo e come ogni anno il nostro grande problema è trovare persone che con impegno e devozione vogliano pendere come obrieri la nostra bandiera. Sappiamo che anche altri comitati del nostro paese hanno il nostro stesso problema ma, credeteci, affrontare per diversi anni una festa in tre sole persone è difficilissimo per tutti gli impegni che comporta (questua, funerali, bandierine, addobbo chiesa e camion, pulizia chiesa, rinfreschi, pranzi, ecc.).
La nostra festa è arrivata alla quindicesima edizione, noi abbiamo fatto il possibile per renderla sempre presente, ma siamo arrivati purtroppo al punto che da soli e senza l’appoggio di collaboratori, e sopratutto obrieri, non si va da nessuna parte.
A malincuore, e con enorme dispiacere, abbiamo deciso che se non ci saranno obrieri o persone che voglio collaborare la festa e bandiera di san Cristoforo dovrà fermarsi.
Il Comitato confida nella nostra fede.
Non facciamo morire questa nostra e vostra festa.

Cordiali saluti,
il Comitato

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Pozzomaggiore e i suoi parroci

Si è concluso da pochi giorni l’anno sacerdotale che Benedetto XVI ha voluto sottolineare per vivere in pieno la gioia dei doni che lo Spirito ha dato e da alla chiesa di cristo e a tutta l’umanità.
Il santo Padre esorta ad essere veri testimoni del Vangelo fino al martirio ed invita alla preghiera e alla penitenza.
Il nostro Vescovo parla ai sacerdoti della Diocesi dicendo: “Oggi più che mai abbiamo bisogno di un nuovo stile di vita nelle nostre comunità, occorre quindi rievangelizzare i vari ambienti di vita e contagiare della gioia del vangelo uomini e donne che camminino insieme con noi e invita i sacerdoti ad essere capaci di accogliere e di comunicare in una società così complessa, post-moderna, e con coloro che, non senza fatica, la abitano, comunità più missionarie e dinamiche, orientate non solo a continuare la tradizione, ma a cercare coloro che non hanno mai creduto, coloro che non frequentano o che si sono allontanati. Termina l’esortazione ai sacerdoti invocando la luce e la forza dello Spirito Santo per essere veri testimoni della Parola, della Gioia e dell’Amore del Cristo risorto”.
Anche la nostra comunità di Pozzomaggiore ha avuto numerosissime vocazioni sacerdotali che hanno accolto con pienezza la loro vocazione e si sono donati al servizio della Comunità ed ognuno, secondo i doni ricevuti, sono stati di stimolo e di aiuto per una formazione piena e completa per una vita salda nella fede. Per tutti l’esempio più grande è stata la fedeltà a Cristo e alla sua Chiesa e agli insegnamenti del magistero. Per motivo di spazio mi fermo a mettere in risalto solamente e brevemente le figure dei parroci che io personalmente ho conosciuto e con i quali ho avuto la grazia di poter collaborare molto da vicino.
Incomincio con la figura più lontana nel tempo, quella di dott. Angelico Fadda che fu sacerdote e maestro di grande spiritualità, uomo di grande intelligenza e intraprendenza e ricco di iniziative sociali e scolastiche rivolte ai giovani, alle donne, senza dimenticare la formazione cristiana ed umana.
Sotto la sua guida Pozzomaggiore fu nella Diocesi il centro più importante dell’Azione Cattolica. Fu pioniere delle scuole medie che iniziò e portò avanti anche con tante difficoltà. Dottor Fadda fu un uomo e sacerdote autentico, pensatore ed educatore, uomo di grandi idee che ha contribuito molto alla crescita morale e sociale del paese.
Don Costanzo Puddu ne assunse l’eredità, ha continuato nell’opera dell’unità della Comunità, partecipando lui stesso attivamente ai vari gruppi presenti e coinvolgendosi nelle varie situazioni a volte anche personali e della comunità come pastore attento.
Uomo di preghiera, curava molto la liturgia, e aveva il dono della parola e rendeva le omelie semplici, ma profonde. Uomo vero e autentico. Ha dato un forte impulso alla realizzazione dei lavori per quanto riguarda l’aspetto storico e monumentale della Chiesa per renderla sempre più accogliente come casa di Dio; caratteristica questa anche di P. Quintino che ha voluto sistemare tutte le varie chiese del paese, renderle accoglienti e funzionali e aperte.
Arriviamo quindi ai nostri giorni con la presenza del nostro caro P. Quintino, il quale è qui presente nella nostra Comunità ormai da circa 15 anni.
Forse gli è toccato di lavorare nel periodo più difficile della nostra società da definirsi ormai post-cristiana.
Una società in cui la voce di Cristo e della sua Chiesa non viene più ascoltata,una società dove la Chiesa non è più vista come luce-guida della vita privata e comunitaria; una società anzi che cerca in tutti i modi di infangare e mettere in cattiva luce la Chiesa e i suoi Ministri. Una società dove non è più di moda l’associazionismo (una volta l’arma vincente della Chiesa), ma al contrario dove regna l’individualismo più esasperato, e la “fede fai da te”.
P. Quintino arrivato da Roma con tanto entusiasmo si è subito calato nella realtà della nostra comunità lavorando sempre assiduamente anche materialmente. E’ aperto ai problemi dei giovani che segue costantemente realizzando e organizzando per loro sempre cose nuove per coinvolgerli e aiutarli a crescere nel cammino umano e di fede. Attento alle tradizioni del paese, ma forte nel rispetto degli insegnamenti e orientamenti della Chiesa. Per cui ha cercato con fermezza di purificare certe feste ed eventi religiosi da incrostazioni e contraddizioni, mettendo in risalto l’aspetto religioso e spirituale. Cerca di cogliere tutte le realtà che interpellano il nostro paese vivendo l’esperienza del servizio insieme con la sua comunità con speranza, gioia e dolore; capace di cogliere da ognuno di noi germi di bene. Vuole essere pastore attento e premuroso senza distinzione alcuna in ascolto, in preghiera e in cammino con la sua comunità per scoprire ogni giorno il progetto di amore che Dio ha posto su ciascuno di noi.
Concludo ringraziando di vero cuore il Signore per il dono di questi tre parroci con i quali ho lavorato con tanta stima ed entusiasmo. Questi sacerdoti sono uniti da un unico scopo: quello di aiutare la popolazione a vivere autenticamente la propria fede cristiana in spirito di comunione e di servizio; in mezzo a tante difficoltà e incomprensioni, vivendo la loro missione con dedizione assoluta, voglia di creare una comunità vera e unita, e con tanta fede e speranza.

Lidia Alasia

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Maggio: tempo di Cresime e di Prime Comunioni

Domenica 23 maggio 2010, nella parrocchia di San Giorgio Martire in Pozzomaggiore, noi, ragazzi della classe 1997 (Andrea Amati, Simone Amati, Letizia Carboni, Marco Casule, Andrea Corongiu, Andrea Cossu, Dario Cossu, Gian Mario Cuccuru, Carlo Loi, Gianni Loi, Antonella Manca, Edvige Meloni, Giulia Pinna, Licia Pinna, Francesco Pira, Arianna Piu, Sara Ruggiu, Alessia Sanna, Matteo Sanna, Valentina Sanna ed Elisa Zedda) abbiamo ricevuto il Sacramento della Cresima ovvero della Confermazione degli impegni battesimali. Finalmente abbiamo compiuto il grande passo che ci ha portato a diventare veri e propri membri della comunità cristiana. Oltre a questo ci sono stati conferiti i sette grandi doni dello Spirito Santo che ci dovrebbero guidare nel corso della nostra vita. Questa giornata è stata speciale anche perché è coincisa con la festa della Pentecoste e la cerimonia si è svolta in contemporanea in quasi tutte le parrocchie della diocesi di Alghero/Bosa.
Le emozioni provate durante questo magnifico evento sono state tante. La prima è stata senza dubbio la felicità che ci ha accompagnato nel corso della mattinata e la convinzione di diventare “adulti nella fede” cioè credenti motivati e maturi, ma si sono fatte sentire anche tensione e preoccupazione a causa dell’importanza del Sacramento che stavamo per ricevere. Tuttavia la cerimonia si è svolta in un familiare clima di festa e di gioia di tutta la nostra comunità parrocchiale. Eravamo consapevoli che sarebbe stato non solo un punto d’arrivo ma soprattutto un punto di partenza per essere persone migliori.
Un momento ricco di significato e particolarmente commovente è stato senz’altro quando accompagnati dai nostri padrini e madrine il parroco Padre Quintino Manca, delegato dal Vescovo Mons. Giacomo Lanzetti, ha segnato le nostre fronti col Sacro Crisma, trasmettendoci così il sigillo dello Spirito Santo che diventerà la nostra guida, la nostra luce e la nostra forza.
Siamo molto contenti di aver confermato gli impegni battesimali. Ormai ci sentiamo pronti ad affrontare le difficili prove che la vita ci riserverà in futuro, certamente questi doni sono qualcosa che ci porteremo dentro per sempre e dovremo cercare di sfruttarli nel miglior modo possibile, riuscendo a dare un contributo importante nell’ambito della nostra comunità che ci ha visto crescere.
Ringraziamo con affetto il nostro parroco Padre Quintino Manca e le nostre catechiste, la Sig.ra Pina Castagna e la Sig.ra Giovanna Cossu, per averci guidato lungo il cammino spirituale che ci ha condotto al ricevimento del Sacramento della fortezza e del coraggio cristiano.

Carlo Loi


Domenica 16 maggio i bambini del 3° corso di Catechismo hanno fatto la Prima Comunione.
I tre anni di catechismo sono stati più che utili affinché essi comprendessero l’importanza della completa partecipazione al mistero eucaristico, in un clima di serenità e affiatata compartecipazione.
La celebrazione della Messa è stata viva e attraente, partecipata dai bambini e dai loro genitori, nonché da tutta la Comunità parrocchiale che ha voluto stringersi attorno a questi ragazzi per far festa insieme.
Testimonianza di carità in quel giorno così importante, sono state le offerte per le missioni da parte dei bambini, e si spera che queste vadano via via a sostituire gli esagerati addobbi floreali che spesso si vedono negli altari.
La carità infatti dovrebbe essere il primo vero grande ricordo della prima comunione, così da costituire la base per una futura corretta interpretazione anche dell’andare a Messa.
Noi catechiste siamo soddisfatte della costanza e dell’interesse con cui i bambini hanno partecipato agli incontri di catechismo e ci auguriamo che continui a crescere l’entusiasmo con cui il parroco P. Quintino promuove iniziative che suscitano in tutti il desiderio di vivere assieme momenti gioiosi come è stato in quel indimenticabile 16 maggio.

Rosa e Michelina

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