Pozzomaggiore e i suoi parroci

Si è concluso da pochi giorni l’anno sacerdotale che Benedetto XVI ha voluto sottolineare per vivere in pieno la gioia dei doni che lo Spirito ha dato e da alla chiesa di cristo e a tutta l’umanità.
Il santo Padre esorta ad essere veri testimoni del Vangelo fino al martirio ed invita alla preghiera e alla penitenza.
Il nostro Vescovo parla ai sacerdoti della Diocesi dicendo: “Oggi più che mai abbiamo bisogno di un nuovo stile di vita nelle nostre comunità, occorre quindi rievangelizzare i vari ambienti di vita e contagiare della gioia del vangelo uomini e donne che camminino insieme con noi e invita i sacerdoti ad essere capaci di accogliere e di comunicare in una società così complessa, post-moderna, e con coloro che, non senza fatica, la abitano, comunità più missionarie e dinamiche, orientate non solo a continuare la tradizione, ma a cercare coloro che non hanno mai creduto, coloro che non frequentano o che si sono allontanati. Termina l’esortazione ai sacerdoti invocando la luce e la forza dello Spirito Santo per essere veri testimoni della Parola, della Gioia e dell’Amore del Cristo risorto”.
Anche la nostra comunità di Pozzomaggiore ha avuto numerosissime vocazioni sacerdotali che hanno accolto con pienezza la loro vocazione e si sono donati al servizio della Comunità ed ognuno, secondo i doni ricevuti, sono stati di stimolo e di aiuto per una formazione piena e completa per una vita salda nella fede. Per tutti l’esempio più grande è stata la fedeltà a Cristo e alla sua Chiesa e agli insegnamenti del magistero. Per motivo di spazio mi fermo a mettere in risalto solamente e brevemente le figure dei parroci che io personalmente ho conosciuto e con i quali ho avuto la grazia di poter collaborare molto da vicino.
Incomincio con la figura più lontana nel tempo, quella di dott. Angelico Fadda che fu sacerdote e maestro di grande spiritualità, uomo di grande intelligenza e intraprendenza e ricco di iniziative sociali e scolastiche rivolte ai giovani, alle donne, senza dimenticare la formazione cristiana ed umana.
Sotto la sua guida Pozzomaggiore fu nella Diocesi il centro più importante dell’Azione Cattolica. Fu pioniere delle scuole medie che iniziò e portò avanti anche con tante difficoltà. Dottor Fadda fu un uomo e sacerdote autentico, pensatore ed educatore, uomo di grandi idee che ha contribuito molto alla crescita morale e sociale del paese.
Don Costanzo Puddu ne assunse l’eredità, ha continuato nell’opera dell’unità della Comunità, partecipando lui stesso attivamente ai vari gruppi presenti e coinvolgendosi nelle varie situazioni a volte anche personali e della comunità come pastore attento.
Uomo di preghiera, curava molto la liturgia, e aveva il dono della parola e rendeva le omelie semplici, ma profonde. Uomo vero e autentico. Ha dato un forte impulso alla realizzazione dei lavori per quanto riguarda l’aspetto storico e monumentale della Chiesa per renderla sempre più accogliente come casa di Dio; caratteristica questa anche di P. Quintino che ha voluto sistemare tutte le varie chiese del paese, renderle accoglienti e funzionali e aperte.
Arriviamo quindi ai nostri giorni con la presenza del nostro caro P. Quintino, il quale è qui presente nella nostra Comunità ormai da circa 15 anni.
Forse gli è toccato di lavorare nel periodo più difficile della nostra società da definirsi ormai post-cristiana.
Una società in cui la voce di Cristo e della sua Chiesa non viene più ascoltata,una società dove la Chiesa non è più vista come luce-guida della vita privata e comunitaria; una società anzi che cerca in tutti i modi di infangare e mettere in cattiva luce la Chiesa e i suoi Ministri. Una società dove non è più di moda l’associazionismo (una volta l’arma vincente della Chiesa), ma al contrario dove regna l’individualismo più esasperato, e la “fede fai da te”.
P. Quintino arrivato da Roma con tanto entusiasmo si è subito calato nella realtà della nostra comunità lavorando sempre assiduamente anche materialmente. E’ aperto ai problemi dei giovani che segue costantemente realizzando e organizzando per loro sempre cose nuove per coinvolgerli e aiutarli a crescere nel cammino umano e di fede. Attento alle tradizioni del paese, ma forte nel rispetto degli insegnamenti e orientamenti della Chiesa. Per cui ha cercato con fermezza di purificare certe feste ed eventi religiosi da incrostazioni e contraddizioni, mettendo in risalto l’aspetto religioso e spirituale. Cerca di cogliere tutte le realtà che interpellano il nostro paese vivendo l’esperienza del servizio insieme con la sua comunità con speranza, gioia e dolore; capace di cogliere da ognuno di noi germi di bene. Vuole essere pastore attento e premuroso senza distinzione alcuna in ascolto, in preghiera e in cammino con la sua comunità per scoprire ogni giorno il progetto di amore che Dio ha posto su ciascuno di noi.
Concludo ringraziando di vero cuore il Signore per il dono di questi tre parroci con i quali ho lavorato con tanta stima ed entusiasmo. Questi sacerdoti sono uniti da un unico scopo: quello di aiutare la popolazione a vivere autenticamente la propria fede cristiana in spirito di comunione e di servizio; in mezzo a tante difficoltà e incomprensioni, vivendo la loro missione con dedizione assoluta, voglia di creare una comunità vera e unita, e con tanta fede e speranza.

Lidia Alasia

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